Vita. L’aborto di un Paese civile

Altrinformazione, in collaborazione con Obiezionerespinta.info, lancia una campagna di crowdfunding per la pubblicazione di un racconto a fumetti autobiografico di Anna Cercignano (nato dall’esperienza di una interruzione di gravidanza in Italia) che diventa un punto di partenza per affrontare il tema dei diritti sessuali e riproduttivi nel mondo, intrecciando le storie individuali ai diritti umani universali.

L’interruzione volontaria di gravidanza viene giudicata, ostacolata, stigmatizzata e criminalizzata dalla doppia morale di stati che si interessano alla vita solo fino alla nascita.

Quello che viene descritto come un problema pubblico che va risolto per legge è in realtà una questione privatissima che sfugge a ogni norma e generalizzazione, e riguarda un insindacabile e inalienabile diritto umano: disporre liberamente del proprio corpo e della propria vita.

In Italia l’esercizio di questo diritto, garantito solo in teoria, si paga con un percorso medico e sociale punitivo, costellato di moralismi, ipocrisia, ostacoli, umiliazioni e malasanità, che l’autrice ha voluto raccontare con un fumetto dopo averne fatto esperienza diretta.

In altri paesi del mondo la negazione di questo diritto può costare la vita. Per capire, raccontare e disegnare i diritti sessuali e riproduttivi sono stati utilizzati dati e rapporti di Amnesty International – il movimento globale che denuncia le violazioni dei diritti umani e lotta per leggi che tutelino la dignità, la salute e la sicurezza delle persone. Secondo il diritto internazionale l’accesso a servizi abortivi legali e sicuri è un diritto umano universale.

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